Se allatti tuo figlio a lungo sarà più sano ed e intelligente
Le mamme spesso si chiedono: “Fino a quando bisogna allattare il proprio bambino?”
In realtà non esiste un momento in cui è giusto smettere di allattare. Se la produzione di latte continua non esiste motivo per smettere.
Bisogna però sapere che nel corso dei primi mesi il latte si modifica un poco rispetto a quello prodotto nei primi giorni dopo la nascita del bambino, è infatti più fluido, quasi acquoso ma ciò non vuol dire che non sia più ricco di tutti gli alimenti di cui ha bisogno il bambino o che non sia più sufficiente per una buona crescita.
E’ consigliato in realtà ed è è utile proseguire l’allattamento fino al termine del primo anno di vita sia per gli aspetti positivi sul piano nutrizionale ed anche perché influisce in maniera estremamente efficace sull’equilibrio psicologico del bambino.
In passato si credeva che il protrarlo troppo a lungo, creasse una eccessiva dipendenza psicologica verso la madre. Invece pare addirittura che non solo non si crei alcuna dipendenza ma anzi i bambini crescano sereni con un maggior senso di indipendenza e sembra con un maggiore sviluppo cognitivo.
Però è possibile, a partire dal quinto-sesto mese integrare il latte materno con i primi cibi solidi, poiché il latte materno non è più in grado di fornire il necessario apporto di ferro al neonato.
Raro nei bambini, dopo aver sperimentato le prime pappe che non voglia più succhiare al seno della mamma, ma in alcuni casi, spesso in concomitanza con una riduzione della produzione di latte da parte della madre, il bambino, in maniera del tutto naturale smette di richiedere un esclusivo allattamento materno.
Non esistono dunque regole precise sulla durata dell’allattamento ma sarebbe auspicabile interrompere nel modo meno traumatico possibile sia per il neonato sia per la mamma così da non creare inutili stress al bambino e sensi di colpa alla madre.
Chiara Pannullo



















































