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	<title>Iris Allattamento</title>
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		<title>Allergie e allattamento</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 15:32:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ E&#8217; risaputo oramai che l&#8217;allattamento al seno svolge una azione sicuramente protettiva nei confronti dello sviluppo di allergia futura nei bambini; è di uno studio svedese tuttora in corso (BAMSE) l&#8217;indagine che ha messo in evidenza come in 4000 bambini seguiti fin dal 1994, quelli arrivati a due anni e allattati dalla mamma almeno per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> E&#8217; risaputo oramai che <strong>l&#8217;allattamento al seno svolge una azione sicuramente protettiva nei confronti dello sviluppo di allergia futura nei bambini</strong>; è di uno studio svedese tuttora in corso (BAMSE) l&#8217;indagine che ha messo in evidenza come in 4000 bambini seguiti fin dal 1994, quelli arrivati a due anni e allattati dalla mamma almeno per 4 mesi, soffrivano molto meno di asma (7,3% contro 11,8%), con miglioramenti anche per eczema e rinite.</p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm">Di diversa opinione però è la ricercatrice tedesca Renate Bergmann, che ha riletto tutti i dati mondiali su allattamento e allergia, evidenziando all&#8217;opposto che <strong>le madri allergiche che allattano (senza dieta adeguata) favoriscono, anziché ridurre, la comparsa di allergia nei propri figli, e questo avviene in modo tanto più grande quanto più a lungo allattano</strong>.</p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm">Purtroppo una madre che è allergica o intollerante e che non segue la dieta indicata, si troverà a passare al figlio le stesse sostanze allergizzanti che lei ha introdotto con la dieta, senza che queste siano state modificate nel modo adatto.</p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm">“<em>È infatti ormai certo che </em><em><strong>il latte materno deve contenere antigeni e proteine che sono in grado di attivare il sistema immunitario come fatto normale in tutte le specie</strong></em>” <strong>(</strong>Dr. Susanne Halken &#8211; Danimarca<strong>).</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm">Nella mamma che soffre di allergia questo meccanismo si altera definitivamente, presentando al bambino sostanza differenti e non utili a meno che non faccia ricorso al “kit di salvataggio” che faciliti la acquisizione di tolleranza.</p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm">Questo può essere il motivo per cui molti bambini allattati al seno si presentano comunque al medico con forme di dermatite molto intensa, e guariscono in breve però, se la mamma trova la sua dieta più idonea.</p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm">È evidente allora che <strong>sarà necessaria una certa attenzione per la mamma allergica, per identificare le proprie eventuali intolleranze alimentari</strong> in previsone dell’allattamento.</p>
<p style="padding-bottom: 0cm;padding-left: 0cm;padding-right: 0.05cm;margin-bottom: 0.5cm;padding-top: 0cm" align="left">È da ribadire con chiarezza, vista la spinta e il sostegno importante che questi lavori hanno avuto anche da parte di chi produce formulazioni e latti artificiali, non confondere questo dato (relativo ad una condizione di malattia allergica) con <strong>la normalità delle persone, non malate, per cui l&#8217;allattamento al seno rimane e resta una scelta altamente positiva.</strong></p>
<p style="padding-bottom: 0cm;padding-left: 0cm;padding-right: 0.05cm;margin-bottom: 0.5cm;padding-top: 0cm" align="left">Chiara Pannullo</p>
<p style="padding-bottom: 0cm;padding-left: 0cm;padding-right: 0.05cm;margin-bottom: 0.5cm;padding-top: 0cm" align="left"><img class="alignnone size-full wp-image-263" src="http://irisallattamento.it/files/2010/07/neonato.jpg" alt="neonato" width="450" height="337" /></p>
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		<title>Alimenti sconsigliati durante l&#8217;allattamento</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 16:09:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiarapannullo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Non tutti gli alimenti sono indicati durante il periodo dell&#8217;allattamento, qui di seguito ve ne indichiamo alcuni. Non sono certo &#8220;vietati&#8221;, per cui se qualche volta vi capita di mangiarne, non vi tormentate, non accade nulla, l&#8217;importante è non abusarne.  1. Cavolo, aglio, cipolla, asparagi, peperoni, spezie in genere 2. Cibi fritti 3. Insaccati di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Non tutti gli alimenti sono indicati durante il periodo dell&#8217;allattamento, qui di seguito ve ne indichiamo alcuni. Non sono certo &#8220;vietati&#8221;, per cui se qualche volta vi capita di mangiarne, non vi tormentate, non accade nulla, l&#8217;importante è non abusarne.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> 1. Cavolo, aglio, cipolla, asparagi, peperoni, spezie in genere</p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm">2. Cibi fritti</p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm">3. Insaccati di maiale</p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm">4. Formaggi fermentati</p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm">5. Crostacei , molluschi, selvaggina</p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm">6. Cioccolata e pasticceria elaborata</p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm">7. Superalcolici, vino ( non piu&#8217; di un bicchiere a pasto)</p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm">8. Caffè non decaffeinato , tè non deteinato : sono concesse 1-2 tazzine al giorno</p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm">9. Fragole ciliege, pesche, albicocche, uva e frutta esotica</p>
<p style="margin-bottom: 0.5cm">Chiara Pannullo<img class="alignnone size-full wp-image-258" src="http://irisallattamento.it/files/2010/07/allattamento-seno1.jpg" alt="allattamento-seno1" width="147" height="178" /></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
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		<title>Il momento più intimo per una donna: l&#8217;allattamento</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 12:46:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiarapannullo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alcuni consigli per te e il tuo bambino nel momento più intimo: l&#8217;allattamento Innanzitutto bisogna avere calma e serenità: sono questi infatti i primi ingredienti per allattare bene e fare in modo che la produzione sia abbondante. Evitate un atteggiamento ansioso, di nervosismo, non sono buoni alleati, soprattutto inizialmente, quando è importante per la mamma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni consigli per te e il tuo bambino nel momento più intimo: l&#8217;allattamento<br />
<strong>Innanzitutto bisogna avere c</strong>alma e serenità: sono questi infatti i primi ingredienti per allattare bene e fare in modo che la produzione sia abbondante. Evitate un atteggiamento ansioso, di nervosismo, non sono buoni alleati, soprattutto inizialmente, quando è importante per la mamma e il bambino che si instauri quell&#8217;alchimia di sguardi e di protezione naturale nei momenti della nutrizione. Ricordiamo infatti che lo stress può interferire negativamente con la produzione degli ormoni (in particolare, l’ossitocina) che regola la lattazione. Perciò, è importante che la neomamma, una volta tornata a casa dall’ospedale, possa concedersi, con l’aiuto del partner, di un familiare o di un’amica, una pausa da tutti gli altri impegni. Per cimentare il vostro rapporto con il piccolo è meglio evitare di svolgere per qualche giorno le faccende di casa e rimanere sdraiata sul divano o sul letto accanto al piccolo, riposando quando il bebè si assopisce e nutrendolo a richiesta. Solo in questo modo sarà possibile dargli libero accesso al seno e potrà incrementare il suo ritmo di suzione.</p>
<p>Questa funzione, innesca un preciso riflesso in una parte del cervello materno (l’ipotalamo), che induce una piccola ghiandola (l’ipofisi) a liberare prolattina. Questo ormone, a sua volta, stimola gli acini (le unità funzionali della ghiandola mammaria) a produrre altro latte.<br />
In più, quanto più il bimbo succhia, tanto più aumenta la secrezione dell’alimento materno, inoltre il seno è in grado di attuare una sorta di “autoregolamentazione” in base alle necessità del bambino ed adeguarsi.</p>
<p>E mi raccomando, controllare che il bebè si attacchi correttamente, in modo che possa nutrirsi a sufficienza, assumendo la giusta quantità di latte.</p>
<p><em>L’attacco va bene se il piccolo:</em><br />
afferra tutta l’aerola e non solo la punta del capezzolo;<br />
ha il labbro inferiore visibilmente rovesciato verso l’esterno;<br />
mentre succhia, gonfia le guance;<br />
affonda il nasino nel seno;<br />
deglutisce in modo sonoro;<br />
esercita sul seno una sorta di “tiraggio”, non doloroso per la mamma.</p>
<p> </p>
<p>Chiara Pannullo<img class="alignnone size-full wp-image-252" src="http://irisallattamento.it/files/2010/07/allattare-al-seno.jpg" alt="allattare-al-seno" width="950" height="633" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"> </p>
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		<title>Allattare dopo una gravidanza prematura</title>
		<link>http://irisallattamento.it/2010/06/30/allattare-dopo-una-gravidanza-prematura/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 22:11:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariagraziapiccirillo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Spesso accade che durante una gravidanza ci possa essere un imprevisto o una complicazione, per cui il bimbo nasce prematuramente e deve essere ricoverato in terapia intensiva. Quando ci sono queste situazioni, diventa più difficile instaurare da subito un legame stretto tra la mamma e il bimbo e di conseguenza iniziare anche l&#8217;allattamento al seno. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-248" src="http://irisallattamento.it/files/2010/06/visuel-absorba-b-b-mode-port-e-pr-ma-640x480-184355_l-300x200.jpg" alt="visuel-absorba-b-b-mode-port-e-pr-ma-640x480-184355_l" width="300" height="200" /></p>
<p style="text-align: justify">Spesso accade che durante una gravidanza ci possa essere un imprevisto o una complicazione, per cui il bimbo nasce prematuramente e deve essere ricoverato in terapia intensiva. Quando ci sono queste situazioni, diventa più difficile instaurare da subito un legame stretto tra la mamma e il bimbo e di conseguenza iniziare anche l&#8217;allattamento al seno. Si può però cercare di riparare, informandosi in anticipo sulla struttura ospedaliera in cui si partorirà, ovviamente nei casi in cui si sappia già che il neonato nascerà prima del tempo. In particolar modo può risultare utile parlare con il personale della clinica o dell&#8217;ospedale, in modo da avere maggiore libertà per quanto riguarda gli orari e le &#8220;regole&#8221; del reparto in cui si troverà il piccolo; che siano a favore e che incoraggino l&#8217;allattamento al seno e che abbiano dei posti letto nella stanza del bimbo per la neomamma.</p>
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		<title>Differenze tra il latte materno e quello vaccino</title>
		<link>http://irisallattamento.it/2010/06/29/differenze-tra-il-latte-materno-e-quello-vaccino/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 22:34:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiarapannullo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Calcio e fosforo sono contenuti in misura minore nel latte materno, tuttavia la loro concentrazione fa sì che vengano assorbiti meglio che non nel latte vaccino. Anche Sodio, Cloro e Potassio sono presenti in misura nettamente inferiore, avvantaggiando la funzionalità renale del neonato, che si troverebbe altrimenti costretto ad eliminare un eccesso di elettroliti (complessivamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Calcio e fosforo sono contenuti in misura minore nel latte materno, tuttavia la loro concentrazione fa sì che vengano assorbiti meglio che non nel latte vaccino.</p>
<p>Anche Sodio, Cloro e Potassio sono presenti in misura nettamente inferiore, avvantaggiando la funzionalità renale del neonato, che si troverebbe altrimenti costretto ad eliminare un eccesso di elettroliti (complessivamente il contenuto minerale è circa il 30% del corrispondente valore nel latte vaccino).</p>
<p>Il Ferro è presente in eguale scarsa concentrazione nei due tipi di latte, ma è maggiore in quello umano.</p>
<p>Il Rame, specie dopo i primi giorni di allattamento, è più abbondante nel latte di donna. Lo Zinco, minerale di primaria importanza, è presente in eguale misura nei due tipi di latte. Nel latte materno è invece maggiore il contenuto di iodio, importante per la funzionalità tiroidea e quindi per lo sviluppo fisico ed intellettivo del bambino. L&#8217;associazione di tutti questi minerali è importante per garantire l&#8217;ottimale funzionamento del metabolismo corporeo.</p>
<p><a name="dimagrire"></a>La vitamina D è scarsa in entrambi i tipi di latte.</p>
<p>La vitamina E è sufficiente nel latte materno, ma non in quello artificiale.</p>
<p>La vitamina K è insufficiente, ma viene sintetizzata nell&#8217;intestino del neonato. Un integrazione sarà quindi necessaria nei neonati prematuri ed in quelli alimentati artificialmente.</p>
<p>La vitamina C è sufficiente nel latte materno ma non in quello vaccino; inoltre il suo contenuto diminuisce fortemente con la sterilizzazione.</p>
<p>Il paragone è tuttavia relativo, perché dipende da un lato dall&#8217;alimentazione della mucca e dal tipo di trattamento subito dal latte che produce (la pastorizzazione riduce la quota vitaminica), e dall&#8217;altro dalla dieta della madre; se la nutrice non segue un&#8217;alimentazione equilibrata, ricca di frutta e verdura, produrrà un latte con contenuti vitaminici inferiori agli standard.</p>
<p>Questo fatto, unitamente al contenuto ridotto vitaminico degli alimenti &#8220;moderni&#8221; (impoveriti da eccessivi tempi di conservazione, tecniche colturali intensive e metodi di cottura ), spiega come mai la supplementazione vitaminica venga spesso intrapresa, sotto consiglio medico, sia durante la gravidanza (in particolare quella di acido folico) sia durante l&#8217;allattamento; in alcuni casi questo tipo di integrazione viene estesa anche al neonato (generalmente sottoforma di gocce, per la maggiore facilità di somministrazione).</p>
<p>Chiara Pannullo</p>
<p> </p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-246" src="http://irisallattamento.it/files/2010/06/bimbo_biberon.jpg" alt="bimbo_biberon" width="410" height="308" /></p>
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		<title>Il piano nutrizionale per il neonato pretermine</title>
		<link>http://irisallattamento.it/2010/06/29/il-piano-nutrizionale-per-il-neonato-pretermine/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 22:06:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiarapannullo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[   La durata della maggior parte delle gravidanze è di circa 40 settimane, ma circa il 10% dei parti avviene prima. Si definisce pretermine un bambino nato entro la 37esima settimana, postermine un neonato venuto alla luce dopo la 42esima settimana. Non è raro che un bambino nasca prematuro o fortemente sottopeso (come succede nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-241" src="http://irisallattamento.it/files/2010/06/parto-pretermine-e-cura-dei-bambini-prematuri.jpg" alt="parto-pretermine-e-cura-dei-bambini-prematuri" width="650" height="433" /></p>
<p> </p>
<p> La durata della maggior parte delle gravidanze è di circa 40 settimane, ma circa il 10% dei parti avviene prima. Si definisce pretermine un bambino nato entro la 37esima settimana, postermine un neonato venuto alla luce dopo la 42esima settimana.</p>
<p>Non è raro che un bambino nasca prematuro o fortemente sottopeso (come succede nei parti plurigemellari). Sono stati pertanto ricercati e prodotti latti artificiali prodotti capaci di promuovere un rapido accrescimento corporeo nei primissimi giorni di vita, in modo che questo ricalchi il ritmo di sviluppo del feto durante il terzo trimestre di gravidanza.</p>
<p>I latti destinati al rapido recupero di peso sono contraddistinti con il <strong>numero zero</strong>; anche in questo caso, la scelta del tipo di latte dev&#8217;essere effettuata esclusivamente dal pediatra.</p>
<p>Spesso l&#8217;apparato gastrointestinale di questi bambini <strong>non è pronto a ricevere il nutrimento, perché non ancora completamente sviluppato</strong>.</p>
<p>Per tanto è stato ideato un protocollo alimentare specifico, che tenga conto della progressiva maturazione di organi ed apparati.</p>
<p>Il piano nutrizionale di un neonato pretermine o di basso peso prevede, in linea di massima, tre momenti:</p>
<blockquote><p>- una fase di alimentazione parentale esclusiva, quindi tramite flebo (nei primi 3-5/7 giorni di vita);<br />
- una fase di transizione dall&#8217;alimentazione parenterale a quella enterale (5/7-14/20 giorni di vita);<br />
- una fase di alimentazione esclusivamente enterale (dopo i 14/20 giorni di vita).</p></blockquote>
<p>La prima fase viene seguita solo se il bambino non è in grado di ricevere il nutrimento per bocca. Ovviamente, dopo tale periodo è necessario passare gradualmente dalla nutrizione parenterale a quella enterale; da qui la necessita del periodo di transizione. Dopo pochi giorni, se possibile, è molto importante fornire i nutrienti per la classica via enterale, in modo da stimolare la produzione di enzimi digestivi ed in modo particolare la B-lattasi. Questo enzima è infatti indotto dal substrato (la sua sintesi aumenta se si assume lattosio e diminuisce se la dieta ne è priva).</p>
<p>L&#8217;inizio dell&#8217;alimentazione enterale deve avvenire il prima possibile anche per stimolare la produzione della bile e favorire il corretto sviluppo della mucosa e flora intestinale, elementi che saranno essenziali per il futuro e sano sviluppo del bambino.</p>
<p>Anche per quanto riguarda i latti di tipo 0 esiste un&#8217;apposita regolamentazione che impone, per ciascun tipo di nutriente, i limiti minimi e massimi di concentrazione. Vediamo alcuni esempi:</p>
<blockquote><p>energia: per garantire un accrescimento simile a quello del terzo trimestre di gravidanza, sono necessarie 130-135 Kcal/Kg di peso corporeo.<br />
Proteine: sono addizionati idrolizzati di sieroproteine e taurina (si tratta di latti ad elevato contenuto proteico); le proteine vengono parzialmente idrolizzate per facilitarne la digestione, ma anche per impedire che possano essere assorbite tramite la mucosa intestinale del bambino (frammenti peptidici troppo elevati possono indurre fenomeni allergici).</p></blockquote>
<blockquote><p>Carboidrati: sono addizionati lattosio e destrine a basso peso molecolare.<br />
Sali minerali: il neonato pretermine ha maggior bisogno di sali e vitamine. Per il ferro si preferisce una integrazione farmacologica (in gocce).</p>
<p>Chiara Pannullo</p></blockquote>
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		<title>Le relazioni familiari durante il periodo dell&#8217;allattamento</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 23:17:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiarapannullo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-238" src="http://irisallattamento.it/files/2010/06/280_0_608336_21193.jpg" alt="280_0_608336_21193" width="280" height="358" /></p>
<p> </p>
<p> Nella ricerca in campo psicologico, l’allattamento (indipendentemente dalla modalità utilizzata, cioè al seno o al biberon) è descritto come un momento speciale, di forte intimità e come una situazione relazionale perfettamente orchestrata, che si compie per lo più inconsapevolmente. La prima fase della nutrizione, quando il bambino afferra il capezzolo o la tettarella per cominciare a succhiare, il genitore resta immobile, spesso non parla e non cambia posizione. In seguito quando l’iniziale stimolo della fame, intenso e vigoroso, diminuisce, il bambino comincia a rilassarsi e a guardarsi intorno (seconda fase della nutrizione). Il bisogno di mangiare non è più così urgente e il genitore percepisce che il figlio è pronto a guardare, ascoltare e toccare. L’adulto allora diventa più attivo; se il bambino è assonnato, cerca di stimolarlo, per esempio scuotendo leggermente il seno o il biberon, parlando o cullando dolcemente il piccolo. Nella terza fase, il bambino è al confine tra il continuare a succhiare e l’addormentarsi. Se il genitore sente che il piccolo può prendere ancora un po’ di latte, cercherà di modulare dolcemente il suo stato di vigilanza, senza rotture del ritmo brusche e improvvise. </p>
<p><strong>La maggior parte</strong><strong> </strong>delle ricerche in campo psicologico che si sono occupate delle prime fasi dello sviluppo infantile hanno preso in considerazione il ruolo della relazione precoce genitori-bambino, con particolare riferimento all’allattamento, per la crescita di una personalità sana. </p>
<p>Questi studi hanno messo in luce, oltre alle complesse competenze percettive e cognitive presenti nei bambini, anche le precoci capacità relazionali, sottolineando l’importanza degli scambi affettivi ed emotivi tra il piccolo e le persone che si prendono cura di lui. </p>
<p>In particolare, l’allattamento, può essere considerato un evento abbastanza comune, che si ripete diverse volte in una giornata e, se sperimentato costantemente dal bambino in un clima tranquillo, crea le basi per lo sviluppo di un Sé autonomo e scoraggia l’insorgenza di disturbi psicologici futuri. </p>
<p>Infatti, un genitore che riesce a comprendere i segnali di fame-sazietà di suo figlio non ancora completamente distinti nell’insieme di emozioni che caratterizza i primi mesi, può creare situazioni di intensa comprensione emotiva, che sono alla base delle capacità del bambino di differenziare i propri stati affettivi (come paura, gioia, rabbia) e i propri stati somatici (come sonno, fame, freddo).  </p>
<p> È fondamentale, per lo sviluppo psicologico del bambino, che i genitori siano in grado di condividere e comprendere le sue emozioni, differenziando i propri stati d’animo (come rabbia e tristezza legati a situazioni della vita) da quelli sperimentati dal figlio (come agitazione dovuta alla fame e tranquillità dovuta alla sazietà). Questa speciale capacità dei genitori, inconsapevole, è fondamentale durante l’allattamento, che si presenta come una situazione estremamente piacevole sia per gli adulti che per i bambini. </p>
<p>Risulta fonte di estremo piacere, per il bambino, il contatto fisico e il senso di calore; per i genitori, la vicinanza emotiva e corporea con il figlio e la capacità di confortarlo e di fornirgli il nutrimento necessario per una buona crescita. In particolare, la ricerca psicologica sottolinea che i primi scambi visivi sono molto importanti: genitori e bambini, grazie al piacere reciproco sperimentato durante la situazione di allattamento, imparano a sintonizzarsi attraverso sguardi reciproci; inoltre, quando il bambino distoglie l’attenzione dalla suzione, gli adulti comprendono i vari bisogni del piccolo espressi in questo modo, come la stanchezza o il desiderio di una pausa.</p>
<p>Chiara Pannullo</p>
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		<title>Il latte materno può essere veicolo di una serie di sostanze &#8216;cattive&#8217;</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 22:55:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiarapannullo</dc:creator>
				<category><![CDATA[allattamento al seno]]></category>
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		<category><![CDATA[analytical and bioanalytical chemistry]]></category>
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		<description><![CDATA[  Il latte materno può essere veicolo di una serie di sostanze &#8216;cattive&#8217;, dalle droghe ai metaboliti del tabacco, al bambino. Queste sono le conclusioni di uno studio spagnolo pubblicato dalla rivista Analytical and Bioanalytical Chemistry. Pertanto è raccomandabile di evitare di assumere queste sostanze per non danneggiare i neonati. I ricercatori hanno analizzato tutte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-235" src="http://irisallattamento.it/files/2010/06/allattamento2.jpg" alt="allattamento2" width="311" height="436" /></p>
<p> </p>
<p>Il latte materno può essere veicolo di una serie di sostanze &#8216;cattive&#8217;, dalle droghe ai metaboliti del tabacco, al bambino. Queste sono le conclusioni di uno studio spagnolo pubblicato dalla rivista <strong>Analytical and Bioanalytical Chemistry</strong>.</p>
<p>Pertanto è raccomandabile di evitare di assumere queste sostanze per non danneggiare i neonati.</p>
<p>I ricercatori hanno analizzato tutte le precedenti ricerche sul tema e tratto le linee guida suddivise per ogni sostanza pericolosa.</p>
<p>Il latte delle mamme fumatrici, a esempio, contiene tra 2 e 200 milionesimi di milligrammo di nicotina per millilitro, sufficienti a trasmetterne ai bimbi da 0,3 a 36 millesimi di grammo per chilo corporeo al giorno.</p>
<p>Tale quantità provoca nei neonati infezioni respiratorie e coliche. La caffeina invece ha effetti sull&#8217;insonnia e l&#8217;irritabilità dei bimbi: anche se l&#8217;assorbimento del caffè varia da persona a persona, gli esperti raccomandano di non superare le due o tre tazze durante l&#8217;allattamento.</p>
<p>Per quanto riguarda il rischio da alcol, invece, non ci sono dati certi sulla quantità che passa attraverso il latte, ma ci sono dati che suggeriscono che bere troppo possa provocare problemi motori e di insonnia nei piccoli.</p>
<p>Assolutamente da evitare e&#8217; invece la cocaina, che ha un effetto quasi immediato sui bambini, non molto dissimile da quello cui e&#8217; soggetto chi prende una dose. Anche la marijuana andrebbe evitata, o consumata a distanza di almeno sette ore dall&#8217;allattamento, dato che provoca sonnolenza e riduzione dell&#8217;appetito nei neonati. &#8216;Salvati&#8217; invece altri farmaci, come le benzodiazepine: il loro residuo nel latte e&#8217; minimo e non dovrebbe creare problemi se si rispettano le dosi consigliate dal medico.</p>
<p>Chiara Pannullo</p>
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		<title>L&#8217;allattamento va prolungato anche dopo i tre mesi</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 09:22:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariagraziapiccirillo</dc:creator>
				<category><![CDATA[allattamento al seno]]></category>
		<category><![CDATA[allattamento e malattie]]></category>
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		<category><![CDATA[malattie respiratorie]]></category>
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		<description><![CDATA[Il fatto che venga sempre più incitato l&#8217;allattamento al seno, non é un caso, infatti sono sempre più gli studi e le ricerche condotte sui bambini e sulle loro madri, per dimostrare che il latte materno é la cosa più salutare che ci possa essere per i primi mesi di vita del neonato. Infatti proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-231" src="http://irisallattamento.it/files/2010/06/baby-nurse.gif" alt="baby-nurse" width="220" height="220" /></p>
<p style="text-align: justify">Il fatto che venga sempre più incitato l&#8217;allattamento al seno, non é un caso, infatti sono sempre più gli studi e le ricerche condotte sui bambini e sulle loro madri, per dimostrare che il latte materno é la cosa più salutare che ci possa essere per i primi mesi di vita del neonato.</p>
<p style="text-align: justify">Infatti proprio riguardo a questo, un recente studio ha evidenziato una stretta relazione tra <strong>allattamento al seno e infezioni intestinali e respiratorie</strong> nei bambini piccoli; sono stati analizzate patologie come la bronchite, l&#8217;influenza e il mal di gola, e il tipo di allattamento ricevuto: é emerso che dai sette mesi ad un anno i bambini che contraggono infezioni respiratorie sono il 37%, mentre quelle gastrointestinali colpiscono il 9% dei bambini. Ciò sta a dimostrare che gran parte delle donne smette di allattare al seno già intorno ai 4 mesi, una cosa sbagliata, perché l&#8217;organismo del bambino smette prima di essere protetto dalle malattie e di ricevere le giuste difese immunitarie.</p>
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		<title>Il tiralatte</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 00:01:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiarapannullo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[capezzoli irritati]]></category>
		<category><![CDATA[colostro]]></category>
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		<category><![CDATA[incubatrice]]></category>
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		<category><![CDATA[produzione di latte]]></category>
		<category><![CDATA[svuotare il seno]]></category>
		<category><![CDATA[tiralatte doppio]]></category>
		<category><![CDATA[tiralatte elettrico]]></category>

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		<description><![CDATA[Il tiralatte elettrico o manuale è essenziale utilizzarlo quando si ha bisogno di aumentare la quantità di latte prodotto indipendentemente dalla suzione del neonato. Di solito viene utilizzato quando nasce un bambino prematuro o quando il bambino è ammalato, cioè il tiralatte viene utilizzato come sostituzione della poppata da parte del bambino. Talvolta tale metodica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-229" src="http://irisallattamento.it/files/2010/06/allattamento-come-e-quando-usare-il-tiralatte.jpg" alt="allattamento-come-e-quando-usare-il-tiralatte" width="280" height="334" /></p>
<p>Il tiralatte elettrico o manuale è essenziale utilizzarlo quando si ha bisogno di aumentare la quantità di latte prodotto indipendentemente dalla suzione del neonato.</p>
<p>Di solito viene utilizzato quando nasce un bambino prematuro o quando il bambino è ammalato, cioè il tiralatte viene utilizzato come sostituzione della poppata da parte del bambino. Talvolta tale metodica viene utilizzata durante i primi giorni dopo il parto per stimolare il seno di una mamma che ha un bambino che succhia poco o quando la mamma ha problemi (irritazioni ai capezzoli, etc.).</p>
<p>Per <strong>stimolare la produzione di latte</strong> con il tiralatte elettrico, di solito si consiglia di <strong>svuotare il seno almeno 8 volte nelle 24 ore</strong> con una <strong>pausa notturna di 5 ore</strong>.</p>
<p><a name="more-281"></a>Per mantenere invece costante la quantità di latte prodotta è consigliabile svuotare il seno almeno 5-6 volte in 24 ore.</p>
<p>Prima di iniziare ad usare il tiralatte bisogna <strong>massaggiare il seno per stimolare la fuoriuscita del latte</strong>.<br />
Alcune mamme preferiscono svuotare il seno manualmente (premere il seno con le mani) quando hanno i capezzoli irritati o se c’è una forte montata lattea. Altre volte può essere necessario utilizzare il tiralatte manuale. Di solito viene utilizzato quando si verifica una breve separazione, per esempio il ritorno al lavoro.</p>
<p>Alcune donne trovano il tiralatte manuale più delicato di quello elettrico, in realtà quello elettrico è di sicuro più utile quando la donna deve togliere il latte per un lungo periodo (ad esempio prematuro in incubatrice per alcuni mesi), poiché simulando una poppata fisiologica tende a mantenere la lattazione più a lungo.</p>
<p>Quando utilizzare il <strong>tiralatte doppio</strong>?<br />
Quando si vogliono svuotare contemporaneamente le mammelle aumentando così la produzione di prolattina (ormone che fa produrre il latte). Quindi il latte aumenterà perché lo stimolo è doppio e si risparmierà anche del tempo.<br />
Quando utilizzo il tiralatte elettrico <strong>per quanti minuti devo tirare il latte</strong>?<br />
Prima si massaggia il seno per 2-3 minuti, poi per 5 minuti si svuotano entrambe le mammelle. Si ripete 3 volte per la durata di 15 minuti.<br />
Dopo la nascita di un bambino prematuro o malato quando devo iniziare a tirare il latte con il tiralatte?<br />
Il prima possibile. L’ideale sarebbe 6 ore dopo la nascita: poche gocce di colostro sono già importanti per il neonato, infatti una <strong>goccia di latte materno contiene 4000 cellule vive! </strong></p>
<p>Chiara Pannullo</p>
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